martedì 3 dicembre 2013

Una Storia Infinita



Li ruscelletti che d'i verdi colli
del Casentin discendon giuso in Arno,
faccendo i lor canali freddi e molli,

sempre mi stanno innanzi, e non indarno,

Divina Commedia - Inferno - Canto XXX
(Mastro Adamo, falsario in Romena)






All’alba del secolo breve, il Novecento, due sorelle inglesi single (si direbbe oggi), Ella e Dora Noyes, attraversarono in lungo e in largo, a piedi e a dorso di mulo, il Casentino.


Acquerello di Dora Noyes. L'Arno sullo sfondo di Romena



Quella nobile, desolata Terra di dantesca memoria prima la vissero, poi la descrissero con una grazia ed un’eleganza impareggiabili, in un inglese forbitissimo, ed una prosa degna d'ammirazione. Intrapresero, così, il viaggio di scoperta della loro vita in uno dei luoghi più autentici della Toscana nascosta: il Casentino, appunto.


Acquerello di Dora Noyes. Il borgo di Poppi visto dal ponte sull'Arno



Ne trassero un odeporico, ovvero un diario di viaggio, di una tale raffinatezza letteraria ed illustrativa che qui conviene ricordare.

Incisione di Dora Noyes. La Pieve di Romena

Acquerello di Dora Noyes. Il borgo di Pratovecchio

Incisione di Dora Noyes. Il borgo di Stia, piazza Tanucci



Venne dato alle stampe al loro ritorno a Londra, nel 1905, con il titolo
"The Casentino and it's Story"



Copertina e frontespizio della prima edizione 



Molti sono i luoghi che suscitano emozioni, pochi quelli che ti s’imprimono dentro per non lasciarti più, mai più. E uno di questi è il Casentino.



E’ bene rammentare, per la cronaca, che lì Dante Alighieri è stato segnato per il resto dei suoi giorni e le emozioni di certi avvenimenti le ha impresse, scolpendole, in alcune delle terzine più dense della Divina Commedia, il capolavoro di tutte le letterature.


Dante nella battaglia di Campaldino. Silvano Campeggi



Il Casentino è stato teatro della celebre battaglia di Campaldino; era il giorno di San Barnaba, sabato 11 giugno 1289. L’Alighieri combattè tra i feditori di parte guelfa, ne ebbe temenza tanta, ma riportò a casa la pelle. Aveva 24 anni, all’epoca; esattamente quanti ne erano trascorsi dal giorno in cui venne al mondo e un lustro prima, in un altro campo di battaglia, a Montaperti, i Ghibellinini le avevano suonate ai Guelfi. Ma questa volta le cose si capovolsero e la storia tra le opposte fazioni, dal giorno di Campaldino, cambiò radicalmente.


Particolare della battaglia di Campaldino nell'interpretazione di Silvano Campeggi, "Nano"




Più tardi, Dante conobbe l’amaro sapore dell’esilio, di nuovo qui, in Casentino.

Ospite dei Conti Guidi di Romena, Poppi e Porciano che da secoli dominavano la Valle, duramente toccato dall'esperienza, scrisse nel XVII Canto del Paradiso:

come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale.


Busto di Dante sullo sfondo del castello dei Conti Guidi di Poppi




In quella "terra di confino", che lo ospiterà tra alterne vicende anche sentimentali (pare che nel forzato soggiorno il Poeta si sia perdutamente innamorato, e mai corrisposto, di una fanciulla di Pratovecchio) l’Alighieri - per gli amici Durante da Firenze - trasse spunto, ispirazione e compose gran parte del Purgatorio. Quanto all’Inferno, per esempio, nel castello di Poppi conobbe la Contessa della Gherardesca, nipote del Conte Ugolino, colui che…

La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a' capelli del capo ch'elli avea di retro guasto

 (Inferno, Canto XXXIII )




Ecco, le nobili sorelle Noyes vennero a sciacquar i panni in Armo – usando un’espressione manzoniana – imprimendo le loro emozioni in uno dei più bei “diari di viaggio” della letteratura del Novecento. Ella descriveva quello che la sorella Dora, delicatamente, illustrava in acquerello.

E questa è la loro storia, in uno dei luoghi della più riposta, vivida Toscana.




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