mercoledì 23 gennaio 2013

Jacovitti (Benito), detto JAC!

Appartengo alla generazione di coloro che entravano in classe - il primo di ottobre - con il DiarioVitt ben stretto sottobraccio. Diario che, (Benito) Jacovitti detto JAC, classe... infinita nell'infilare una striscia dietro l'altra, addolciva l'intero calendario scolastico con esilaranti trovate, situazioni e personaggi improbabili, salami che spuntavano dappertutto... Insomma, era VITamina che scorreva a fiumi d'inchiostro, oltre quello che inondava i grembiuli lindi e dal colletto inamidato, inesorabilmente ribattezzati dal pennino e calamaio. Tranquilli, non sto parlando del Medioevo, era "soltanto"... l'altro Millennio!!

"Chi sarà mai più bello di me?"
 - sembra ancora dirci CoccoBill! -


Per quelli della nostra generazione, i cosiddetti baby boomers,
i nati cioè tra il 1946 e il 1964, (tra Bill Clinton e George Clooney, per intenderci)
i privilegi e le "stravaganze" non sono mancate.

Pensate a Cocco-Bill-Clinton. 
È riuscito ad opporre, all'edonismo reaganiano il fellatio-nismo di stampo latino sulla scorta dell'adagio: "Verba volant, scripta manent",
persuaso che l'orale non lasciasse tracce!
(vedi alla voce Monica)
Lo stesso Woody Allen, con irrefrenabile fervore religioso pare abbia dichiarato:
"la lingua è quell'organo sessuale che alcuni degenerati usano per parlare!"
Volete mettere, signore e signori, con i rigori del thatcherismo della Lady di ferro?







"Jacovitti rappresenta nell'immaginario collettivo l'umorista e l'umorismo per eccellenza, in particolare per chi è appassionato di fumetti, ma anche per chi non è esperto.

Tutti noi, anche di generazioni molto lontane tra loro, abbiamo conosciuto lo straordinario talento di questo artista ed abbiamo riso grazie ai suoi disegni ricchissimi di particolari, di dettagli, di battute e di trovate strampalate che non possono non far sorridere chi le guarda."

(dalla presentazione di una mostra antologica dedicata a Jacovitti dal Comune di Sarezzo, in Lombardia)






Oggi chissà come rallegrerebbe i tablet, Jacovitti (al secolo Benito, sic!).
Tutti noi gli dobbiamo qualcosa; gli dobbiamo quel senso di leggerezza, di allegrezza, di bellezza nel saper cogliere il lato surreale e divertente - il paradosso - delle cose che ci rende sostenibile la quotidianità. E di farlo, sorridendo:-)



p.s.: in un' epoca tanto involgarita e "stitica di sentimenti", dove sembra così difficile immaginarci un modo e un mondo realmente migliori da vivere, 
dove "Chi è senza peccato...", 
provo ad azzardare la possibilità di una via di uscita. E rammento che è proprio nei momenti in cui meno ce lo meritiamo che abbiamo più bisogno di essere amati. E di... AMARE.

"... la fortuna di vivere adesso, questo tempo sbandato 
e il futuro che viene a darci fiato"
(Ivano Fossati)





3 commenti:

silvhoney ha detto...

Troppo forte Jacovitti, con i suoi salami e lische di pesce. Che bei ricordi. Grazie Paolo!

teresa scullari ha detto...

io sono nata il 1 ottobre e il diario era sempre di Jacovitti

teresa scullari ha detto...

io sono nata il 1 ottobre e il diario era sempre di Jacovitti